Giudici di gara e arbitri: ruoli fondamentali per il rispetto delle regole, sicurezza e fair play

Categoria: Convivi Creato: Mercoledì, 27 Febbraio 2019 Stampa Email

Ospiti del convivio su arbitri e giudici di gara
Lunedì 25 febbraio 2019 ore 20.15 – Ristorante l’Archibugio

Serata di grande interesse quella del convivio del mese di febbraio che lunedì sera, presso l’ormai consueta sede dell’Archibugio, ha visto come relatori sul tema 4 soci del Club e 3 importanti Ospiti. La trattazione, aperta dalle parole del Prefetto di Ferrara dott. Michele Campanaro, che ha voluto ricordare i suoi trascorsi giovanili proprio come arbitro e il ruolo dello sport in questo difficile momento sociale , è stata poi condotta dal presidente del Club professoressa Luciana Boschetti Pareschi, che ha realizzato il filo conduttore di una serata che trattava temi molto delicati e ampi, resa più complessa dall’attualità che in questi casi rischia di divergere un tema generale su un singolo caso.

Il primo a parlare è il decano del Club Renzo Guerrini, che dall’alto della sua vastissima esperienza (che ricordiamo gli è valsa la carica di Cavaliere della Repubblica e la Stella d’Oro del CONI), ha raccontato cosa voleva dire arbitrare anni fa, quando il giudizio non era legato ad un riesame così approfondito come oggi.

E’ toccato poi ai due arbitri di volley presenti e soci, Marco Zucchi e Giorgio Gnani, due istituzioni del panorama nazionale, che si sono avvicendati sui temi della preparazione dei nuovi direttori di gara, sulle pratiche introdotte dalla Lega per responsabilizzare i giocatori e premiare i gesti di fair play (il cartellino “verde”) e sulle introduzioni tecnologiche resesi necessarie dalla velocizzazione del gioco e sul bisogno, in questo specifico sport, di analizzare la correttezza del gesto tecnico (il video check).

Naturalmente parlare di tecnologia è l’assist migliore per introdurre gli ospiti legati al mondo del calcio, Giampaolo Droghetti (presidente provinciale dell’AIA) e Marco Barbirati (il più rappresentativo “fischietto”, o meglio “bandierina” espresso dalla nostra sezione arbitrale, oggi addetto agli arbitri della SPAL), che non hanno potuto sottrarsi dal parlare principalmente della tecnologia VAR e nell’addentrarsi anche in una breve analisi di casi specifici legati al presente, tenendo sempre la discussione sui binari propri del Panathlon, legati principalmente alla conoscenza e ai valori che lo sport deve esprimere.

Parlando proprio di valori e fair play era inevitabile virare verso il rugby, attività che in questi anni si è guadagnata la fama di sport altamente educativo, grazie ad una profonda opera di “istruzione” dei propri tifosi, iniziata grazie alla figura di Nelson Mandela e alla sua volontà di

usare questo sport come strumento di pacificazione. Il tutto è stata fatto grazie all’intervento di Fausto Mariotti, arbitro internazionale che ha tra i suoi meriti quello di aver creato una scuola arbitrale ferrarese che ha formato, tra gli altri, Federica Guerzoni, prima donna arbitro nella serie A maschile e nel 6 Nazioni rosa.

Tornano poi a raccontarsi i soci e con la figura di Alessio Bonanno (Arbitro Internazionale di Ju Jitsu, del quale è cintura nera di 2 stili e membro della commissione Self Defence per la Federazione Ju Jitsu Italia) che aiuta a capire come il ruolo del Giudice differisca da quanto visto in precedenza. Sono tante le differenze con quanto visto in precedenza che saltano all’occhio, dalla necessità specifica delle arti marziali di avere un giudice che abbia raggiunto i massimi livelli di tecnica (la famigerata “cintura nera” e i suoi DAN), all’azione educativa che si svolge verso i giudicati.

Chiude la serata Marcello Zanardi che cambia ancora lo scenario e ci porta nella motonautica, ponendo molto l’accento sulle responsabilità del giudice di gara, che nel caso specifico sono civili e penali. Zanardi ha raccontato le storie legate al suo ruolo di Presidente di giuria, Direttore di Gara per le manifestazioni di offshore e di Commissario Unico Permanente del Campionato del mondo Offshore Class1, facendo capire come, in ambienti dove il minimo errore dei piloti può produrre gravissime conseguenze, sia fondamentale la comunicazione preventiva tra la giuria e i concorrenti.

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